Se hai degli obiettivi da raggiungere questo articolo può aiutarti!


Molti iniziano un percorso di crescita, magari facendo un corso. Chi entra nel mondo della formazione per la prima volta non può che iniziare da una profonda introspezione sul proprio sistema di credenze e valori e poi, orientarsi verso una serie di obiettivi che, una volta raggiunti lo renderanno la persona migliore che vuole diventare.

Fin qui sembra tutto semplice vero? Accade però che, stabiliti gli obiettivi ci si dia da fare come non mai e, come inevitabilmente accade anche in natura, succede che si incontrino degli ostacoli più o meno grandi che si frappongono tra noi e la realizzazione di quell’obiettivo.

Durante questi anni come Coach mi sono reso conto che, al di là di settare degli obiettivi ed iniziare a lavorarci sopra, molte persone non raggiungono ciò che si sono prefissate anche per altri motivi.
Più che “motivi” li definirei “barriere” che si incontrano sulla strada dell’ auto-realizzazione un pò come potrebbe essere per delle farfalle un acquazzone estivo improvviso 🙂 .

Queste barriere al successo le incontrano tutti e sono facili da superare. In molti l’hanno fatto e quindi è possibile, ma lo si può realizzare solo quando si sa che esistono e si è pronti ad affrontarle con la massima determinazione e voglia di vincere.

Quindi, come mai alcune persone riescono a raggiungere i propri obiettivi,  dove altri falliscono?
Il motivo è da ricercare nel comportamento, nell’atteggiamento mentale e nelle strategie adottate delle persone di successo: da quelli che ce l’hanno già fatta.  Queste persone riescono a superare i cinque maggiori ostacoli al successo personale che, in molti casi, fanno desistere gli altri e, non meno importante, usano le immagini mentali create dalla fantasia per visualizzare, vivida-mente, i propri obiettivi già raggiunti!

Ecco i 5 più comuni e come superarli:

1. Obiettivi poco stimolanti
Le persone comuni non sono abituate a “sognare” e “settare” obiettivi. Nella mia esperienza ho imparato che la maggior parte delle persone fissa gli obiettivi considerandoli delle “cose” da avere o da fare oppure, al peggio, ad una lista “della spesa”.

Ad esempio c’è chi desidera una determinata quantità di denaro, un oggetto (come una macchina nuova)  o un risultato specifico (come scrivere un libro o perdere peso o cambiare lavoro).
Purtroppo, queste “cose ​​che vado a prendere o che voglio fare” non si rivolgono al cuore di ciò che le motiva, come mai?
Semplice… ciò che l’individuo sta veramente cercando nella vita e nel lavoro sono le EMOZIONI POSITIVE  che queste cose produrranno in lui/lei  una volta raggiunte ed ottenute.

Se ci pensate ad ogni nostro obiettivo corrisponde una specifica EMOZIONE che lo guida e che ci spinge a raggiungerlo…come mi farà sentire l’essere libero finanziariamente, come mi sentirò una volta che avrò cambiato il vecchio lavoro e farò ciò che mi piace davvero, come mi farà sentire guardarmi allo specchio una volta che sarò in forma ed avrò perso quei chili di troppo, come migliorerà la mia salute quando avrò smesso di fumare e farò scelte di salute per me.

COSA FARE: Anziché vedere il vostro obiettivo come una “cosa”, immaginate, con tutta la forza della vostra fantasia ed immaginazione, come vi sentirete quando raggiungerete quell’obiettivo.
Create nella vostra mente delle immagini grandi, luminose e dettagliate il più possibile all’interno delle quali vedete voi mentre avete già raggiunto il vostro obiettivo.
Chiedetevi: cosa mi darà il mio obiettivo una volta che l’avrò raggiunto?
Cosa farà per me? In che modo mi renderà migliore?

Notate come le sensazioni dentro di voi cambiano in questa modalità. Solo così, sarete ispirati a fare tutto il possibile (entro limiti legali, etici ed ecologici 🙂 ), per raggiungere tale obiettivo.

Richard Bandler, co creatore della programmazione neurolinguistica dice:
“Gli esseri umani sono emozioni allo stato solido”…quindi sono le emozioni che ci arricchiscono davvero e non “le cose”.

2. Paura del fallimento
Se avete paura di fallire non affronterete i  rischi necessari richiesti per raggiungere il vostro obiettivo.
Ad esempio, non fare quella telefonata importante perché avete paura che ciò che volete chiedere vi verrà respinto.
Oppure non lasciare il vostro lavoro consapevoli essere senza prospettive per il vostro futuro ed iniziare la propria attività in proprio perché si ha paura che si potrebbe finire senza soldi. E non è solo questo.
Troppo spesso le persone “filtrano” i nuovi task, i nuovi obiettivi, con le esperienze passate.

Sempre Richard disse durante un seminario:
“Quando smetti di ricordare cosa non sei riuscito a fare nella vita ed inizi a pensare a quanti modi hai per farlo allora la magia accade!”

COSA FARE: Decidete sin da subito che un eventuale fallimento sarà, per voi, una condizione strettamente temporanea.
Se le cose non vanno come si desidera immediatamente, lo considererete solo come una battuta d’arresto che, al massimo, ritarderà il vostro successo finale.
In altre parole, accettate il fatto che a volte, nella vita,  non si riesce al “primo colpo” e trattate tale fallimento come un inevitabile (ma vitale) componente nella vostra ricerca del successo personale: un feedback, una informazione di ritorno sulle vostre azioni,  che vi consente di “tarare la rotta” ed aggiustare il “tiro”.
Thomas Edison provò, per ben 5.000 volte, ad accendere e mantenere stabile una lampadina…
“Bene, un passo in meno da compiere ed un tentativo in meno da fare  verso il raggiungimento del mio obiettivo!” era quello che diceva ogni volta

3. Paura del successo
In molti modi, questa paura,  è ancora più debilitante che la paura del fallimento. Supponiamo di ottenere qualcosa di spettacolare, come enormi ricchezze e benessere.
E se ciò non vi rendesse felici? Quindi?
Che cosa succederebbe se alla fine si perdesse tutto ciò? Quindi?

Cosa accadrebbe se diventassi più importante, ricco, benestante di mio fratello, sorella, padre, madre, nonna, cugino e bla bla bla.
E se poi qualcuno della mia famiglia diventasse invidioso?
Tali pensieri (e credetemi sono molto comuni) possono causare, anche in una persona altamente motivata un auto-sabotaggio.

COSA FARE: Decidete che proverete gratitudine e felicità oggi e che proverete felicità e gratitudine per il futuro, qualunque cosa accadrà.
Piuttosto che focalizzarvi sui possibili problemi del vostro successo, immaginate come sarebbe bello essere in grado di aiutare e supportare i vostri amici e familiari raggiungere i propri obiettivi ed il proprio successo personale: d’altro canto anche voi avete incontrato qualcuno sulla vostra strada che vi ha aiutati!

4. Un calendario non realistico
La maggior parte delle persone sopravvalutano quello che si può fare in una settimana e di gran lunga sottovalutano ciò che si può fare in un anno. Con le prime due edizioni dell’Accademia di Coach4Life abbiamo visto persone che, in un solo anno, hanno raggiunto più di quanto avessero fatto nei 25/30/40 anni precedenti!!!

A causa di questo modo di sopra e sotto-valutazione, la maggior parte delle persone cercano di stipare troppi elementi di azione nel breve termine piuttosto che diluire le attività necessarie a lungo termine. L’incapacità di raggiungere i task nel breve termine crea sconforto, frustrazione e l’impressione che l’obiettivo finale stia scivolando via.

 COSA FARE: Elencate le attività e le misure necessarie per raggiungere ciò che volete diventare ed ottenere, pianificate unicamente  il 20% delle attività che produrranno l’80% dei risultati. (Spiego di più su questo nel corso il “Viaggio al centro di te stesso” ).
Oltre a ciò, impostate i target ambiziosi a lungo termine lasciando , nella vostra pianificazione per i task a breve termine un pò di “spazio di manovra” .
Ricorda: gli imprevisti 🙂 capitavano anche nel monopoli!!!

5. Attenzione alle “secche” lungo il tragitto
E’ facile scoraggiarsi quando si raggiunge un punto in cui sembra essersi “arenati” e sembra che non si avanzi verso l’ obiettivo. E’ difficile mantenere alto il morale e credere senza riserve che è naturale avere dei momenti di “stallo”.
 Ad esempio, faccio arti marziali da diversi anni e, supponiamo che io stia apprendendo  una certa abilità o una nuova tecnica.
Quando si apprende, a volte capita che si compiano  rapidi progressi , c’è l’entusiasmo del nuovo, dell’avventura…poi, dopo un pò , sembra che non si stia facendo niente di meglio anzi, addirittura sembra di fare peggio rispetto a quando si è cominciato.
Non vi è mai capitato?

Alcune persone usano questi  momenti di “stallo” come una scusa per rinunciare, abbandonare e lasciar perdere.
Un pò come fanno gli esploratori nel deserto quando mollano con le palme all’orizzonte…

COSA FARE: Ogni volta che si raggiunge un momento come questo, è il momento di fermarsi e festeggiare, piuttosto che rinunciare :-).
Come in una scalata lo è un altopiano è quasi sempre un segno che si è sull’orlo di un importante passo avanti ma solo se si ha la pazienza e la costanza di rimanere attaccati a ciò che si desidera ed al proprio cammino come un “francobollo rimane attaccato ad una busta”.
Perché è solo con la fiducia e la perseveranza che potrete finalmente raggiungere il vostro obiettivo. Lo insegna la storia, gli uomini di successo come Steve Jobs, Coco Chanel, Walt Disney e veramente tanti, moltissimi altri…

Grazie di esserti preso del tempo per te stesso e per accrescere, attraverso questo articolo, la tua consapevolezza.

Sii gentile con te stesso e con gli altri e ricordati, la vita è libertà e tutto il resto è amore (R.B)

A presto
Marcello Buglione!

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