Le resistenze al cambiamento: è solo programmazione!


Arrivo da una sessione di coaching oggi che mi ha fatto davvero pensare.
Una mia nuova cliente M. ha avuto un infarto 2 anni fa, messi gli “stent” (gabbiotti per dilatare le arterie ostruite dal colesterolo)  ha continuato a condurre una vita pressoché simile a quella che conduceva prima. 

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Nonostante all’inizio del proprio cammino dopo l’intervento abbia dato segni di cambiamento, dopo poco tempo è ritornata a fare le stesse cose di prima e, immaginate, ora sta avendo gli stessi risultati.
Deve tornare “sotto i ferri”, si dispera, piange e dice che il mondo ce l’ha con lei.

Ci sono persone che neanche di fronte alla morte cambiano, oppure ci provano ma…c’è un ma.

Credo sia, se volete in piccolo, simile alle storie di ordinarie promesse e propositi che facciamo a noi stessi ogni qualvolta decidiamo di cambiare o migliorare quell’atteggiamento o comportamento che sappiamo di dover cambiare.

A livello razionale decidiamo e poi…sembra che ci sia qualche cosa che ci tira indietro.
Se sappiamo che dobbiamo svegliarci mezz’ora prima per andare a correre e non siamo abituati a farlo, quando suona la sveglia, schiacciamo il “buzz” e ci giriamo dall’altra parte.
Si inizia a fare la dieta, vado bene le prime due settimane, poi, come per incanto mi trovo a mangiare patatine fritte alle 22, sul divano guardando la televisione senza neanche accorgermene.

Ma come, non basta volere le cose ed averle chiare in testa?

Purtroppo il concetto di obiettivi è un pò più complesso di quel che sembra ed è molto più profondo.
Se facciamo qualcosa “in abitudine”, l’abitudine è un comportamento inconscio al quale è legata una emozione, da soddisfare.
Un automatismo che abbiamo appreso nel corso degli anni e che soddisfiamo attraverso un rituale o altre azioni.

Ad esempio, i tabagisti fumano da anni quantità industriali di sigarette, gli obesi cronici lo sono diventati mangiando compulsiva-mente tonnellate di cibo, entrambi sanno che gli fa male…ecco…compulsiva-mente. Compulsivamente è un atteggiamento inconscio.

Se io a livello razionale mi dico:
“Ok voglio smettere di fumare”
Quella sera esco con gli amici a cena, un bella mangiata :-), escono fuori altri fumatori a fumare e li accompagni e, dentro, la vocina che ti dice:

“Hai finito di mangiare, hai bevuto il caffé….mmmmh come sarebbe quella sensazione di farsi anche solo due tiri…ma si dai, con tutto ciò che hai fumato (mangiato, bevuto etc etc) cosa vuoi che ti faccia una sigaretta, o cioccolatino o qulsiasi altra cosa renda schiavi…”

Come suonerebbe se anziché quella frase, la sostituissi con: “Da oggi ogni volta che scelgo di non fumare avrò compiuto una scelta di salute nei miei confronti e di chi mi sta vicino”

Stavo parlando con una mia studente la quale mi diceva che, tra gli obiettivi settati al Viaggio al Centro di Te Stesso, quelli materiali sono stati i più facili da ottenere. Una rinuncia qua, una rinuncia là ed ecco che la casa in affitto che cercava da tempo, lo Smartphone, il

Portatile, l’acconto per la macchina saltano fuori in soli sei mesi.
Gli obiettivi più profondi, quelli che riguardano l’atteggiamento ed il comportamento, però dice di trovare delle difficoltà…ma va?

Non basta sapere cosa si vuole e tanto meno scriverlo, devi comprendere fino in fondo quale sarà l’emozione che ti darà il tuo risultato una volta che l’avrai raggiunto e, visto che nelle cose materiali la soddisfazione è data dall’esterno, quelle più squisitamente emozionali di scoperte e traguardi, arrivano da uno stato interno creando consapevolezza di sé.

Mentre l’emozione di avere un computer nuovo si ferma al momento in cui lo hai tra le mani per la prima volta, una scelta di salute come smettere di fumare, mangiare sano, fare movimento, volersi bene diventano conquiste personali che accrescono la propria autostima e forza interna.

Situazioni e nuovi comportamenti dei quali andare fiero ed orgoglioso “ai tuoi occhi” e sai perché, perché mentre le cose materiali le puoi comprare, i tuoi stati d’animo devono essere generati dall’interno per creare cambiamento e, l’unico/a persona al mondo che lo può fare, sei TU.

Inizia a porti queste  domande…nota cosa accade dentro di te mentre  vi rispondi 🙂

Quando ti sei sorpreso/a l’ultima volta di te stesso/a?
Quando ti sei fatta/o un complimento?
Quando è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa di entusiasmante per te stesso/a?
Quando è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa per la prima volta?

Martedì tengo un webinar della durata di (più o meno un’oretta) si chiama Dare-Il Meglio di Te Stesso: Un’ora per cambiare  scopriremo insieme gli H.E.P (Higly Effective People) e le strategie per decidere funzional-mente.

Ci vediamo online Martedì alle 21? Partecipazione libera e iscrizione necessaria!

Buona adesso, nel frattempo 🙂

Marcello 

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