Programmazione Neuro Linguistica: La Paura Dell’Ascensore. (Caso reale)


Come Coach incontro spesso persone che vogliono non solo raggiungere obiettivi ma, e devo dire sono la gran parte, vogliono strumenti per gestire al meglio le proprie emozioni e le proprie reazioni agli eventi della vita.

Molte persone pensano che andare da un Coach sia necessario quando si hanno solo grandi obiettivi o grandi ambizioni. Ma non è così…

Da un Coach si va anche per questo è vero ma si va anche per cambiare una risposta comportamentale non desiderata, una reazione emotiva “troppo” forte in  relazione allo stimolo ricevuto (ad es. rabbia eccessiva o eccessiva timidezza) o, se il coach è davvero preparato anche in Programmazione Neuro Linguistica, per eliminare una fobia.

Fobie, dicono, ce ne siano davvero tante.
Se vi stampassi l’elenco delle fobie “a catalogo” ne trovereste alcune davvero bizzarre!! Ma c’è poco da ridere, una fobia può essere davvero fastidiosa.
E ve lo dice un Trainer che, prima di diventarlo, non era mai stato ad un concerto e non poteva stare in un Supermercato affollato per più di 45 secondi. Ma questa è un’altra storia 🙂

Dicevamo che ce ne sono tante, ve ne elenco qui qualcuna, giusto per farvi capire cosa fanno al Board degli Psicoterapeuti negli USA per definire chi è normale e chi non lo è ogni anno 😀 ed istruire le case farmaceutiche su quali nuove pastiglie possono essere somministrate alle persone pur di non far prendere loro in mano la vita e delegare il benessere ad una pillola.

In alcuni casi vi verrà da sorridere ma ci sono persone che hanno “imparato” una reazione a cose e situazioni che per altri sono perfettamente normali, eccovene qualcuna solo con la A

  • Albuminurofobia: paura di ammalarsi ai reni.
  • Alectorofobia: paura dei polli.
  • Alliumfobia: paura dell’aglio.
  • Allodoxafobia: paura delle opinioni diverse dalle proprie.
  • Amatofobia: paura della polvere.
  • Amaxofobia: paura di guidare un’automobile.
  • Ambulofobia: paura di camminare.

Tutte le altre le potete trovare qui. (fonte wikipedia)

Come ex fobico conosco il motivo di come si formano queste reazioni, più che il motivo ne conosco il meccanismo di formazione e, insegnandolo agli altri, possono utilizzarlo su se stessi con la mia guida.

interno-aereoSettimana scorsa ho dato una mano ad una cara amica con una forte fobia per gli ascensori e per gli aerei, ma non vi parlerò di lei.
Di lei vi parlerò quando tornerà dall’Argentina dopo 11 ore di volo 🙂 .

Questa mattina ho visto (chiamiamola così) Valeria.
Valeria è una mamma molto impegnata.

Lavora in banca, ha 3 figlie stupende, un marito che la ama ed una vita meravigliosa.
Lo sarebbe ancora di più se, a 5 anni, proprio mentre la stavano mandando su con l’ascensore (con la sua manina non arrivava al 7° piano 🙂 ), l’ascensore, per un calo di corrente, si ferma.
A Valeria, prende il panico.
Inizia ad iperventilare, le manca l’aria e le sembra di svenire mentre il cuore le “batte in testa”. In quel momento si agita così tanto e lo spavento è così forte per lei che, da quel giorno, non volle più entrare in ascensore.

Al pari di chi perde un dito o un braccio, col tempo, l’organismo sopperisce a quella mancanza rinforzando altre parti del corpo a supporto.
Nel caso di Valeria, era diventata abilissima nel salire le scale ed evitare gli ascensori.
Non ci fu volta da quel giorno che rientrò in un ascensore. Fino ad oggi.

Oggi Valeria ha 48 anni e, dopo diversi tentativi da psicologi, guru, psicoterapisti (l’ultimo 5 anni, una volta a settimana, c’è chi le ha dato il Valium, altri le hanno dato lo Xanax) andati a vuoto.
Velria viene informata dalla cliente precedente che ha risolto un problema simile, e vedendomi come l’ultima spiaggia, si rivolge a me.

Questa mattina alle 9.30 quando è entrata in studio era già agitata ed “in sbattimento” come se pensasse che l’avrei chiusa in ascensore.
Beh, il Dr. Bandler dice che deve vedere e sentire con cosa deve lavorare…

download (1)Diciamo che ho “testato” la sua reazione 🙂 e la reazione fobica c’era, eccome se c’era.

Siamo rimasti insieme a lavorare più o meno 45 minuti ed abbiamo lavorato con più tecniche, una delle quali, si chiama Fast Fobia Cure (cura veloce delle fobie).
Tra l’altro, è argomento di insegnamento durante il Practitioner in Programmazione Neuro Linguistica.

Il Fast Fobia serve per desensibilizzare la connessione neurale responsabile della reazione fobica fino a poterci innestare un nuovo comportamento, una nuova “reazione”, più i controllo della persona.

Dopo aver fatto quella che in “gergo” tecnico si chiama “Magia”,  Valeria apre gli occhi, si alza dalla comoda poltrona nella quale era letteralmente sprofondata da quanto era rilassata, mi guarda e scoppia a ridere mentre, da sola, si dirige verso l’uscita dello studio.

Attraversa la sala, apre la porta, chiama l’ascensore, entra, schiaccia il 3 piano e ,  tra il 2° ed il 3° la blocca e continua a ridere.

Una volta uscita dall’ascensore, mi abbraccia e mi ringrazia con le lacrime agli occhi.
Si sente LIBERA di scegliere se prendere o meno l’ascensore e, prima, non era così.

Quando un cliente mi ringrazia certo mi fa piacere ma, se devo essere davvero onesto, gli dico di ringraziare se stesso per essersi dato la possibilità di insegnare al proprio cervello a reagire in modo diverso e, da oggi in poi, di continuare ad allenare la nuova abilità acquisita.

Le paure che sfociano in fobie sono paure apprese in un determinato momento preciso della vita e che sono andate più in la di una semplice paura.
Lavorando con le persone mi piace pensare all’idea che, così come impariamo qualcosa, possiamo anche disimpararlo ed imparare qualcos’altro al suo posto.
Accade tutti i giorni ed in diversi ambiti della nostra vita.

Emozioni e libertà così di primo mattino riempiono tutta la giornata ed io sono grato di poter essere un loro strumento.

Se anche tu hai sviluppato una forte paura verso qualcosa che non ti fa sentire libero/a, compila il form qui sotto, ti ricontatterò appena possible:

 

 

 

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